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9 febbraio 2018
La denuncia di ’Voci di confine’, almeno cinque casi di discriminazione al giorno
Il comunicato della rete di 16 associazioni ed enti pubblici di cui fa parte il Csv delle Marche La denuncia di ’Voci di confine’, almeno cinque casi di discriminazione al giornoLa tentata strage di stampo razzista di Macerata impone una profonda riflessione sulla pericolosa diffusione del fenomeno del razzismo”. A parlare sono le 16 organizzazioni ed enti locali che fanno parte, insieme anche al Csv delle Marche, del progetto Voci di confine, nato nel 2017 per raccontare - attraverso dati, storie e testimonianze - il fenomeno migratorio al di là degli stereotipi. I dati diffusi nel comunicato stampa delle organizzazioni che aderiscono al progetto sono preoccupanti: dei 2.652 episodi di discriminazione rilevati dall’Unar nel 2016, il 69% - ovvero più di 1800 – riguarda fatti discriminatori per motivi razziali, con una media di 5 al giorno. A questi si aggiungono i dati sui crimini d’odio: secondo l’Odihr (Office for Democratic Institutions and Human Rights) dell’Osce, su 555 crimini d’odio rilevati dalle Forze dell’Ordine in Italia nel 2015, 369 erano relativi a episodi di razzismo e xenofobia. A cui si aggiungono altri 101 casi riportati da organizzazioni della società civile.

"La narrazione sui cittadini di origine straniera presenti in Italia va normalizzata su dati precisi di realtà e con informazioni corrette”, ha sottolineato Renata Torrente, referente di Voci di Confine per Amref, organizzazione capofila. Anche per questo l’obiettivo di Voci di confine per il 2018 è quello di portare avanti campagne d’informazione basate su dati concreti e storie di vita vissuta; percorsi educativi nelle scuole e nei centri di aggregazione, per diffondere tra i giovani un punto di vista basato sull’obiettività delle statistiche e delle esperienze. Il progetto prevede anche scambi di buone pratiche, con incontri territoriali che vedranno protagonisti le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le ong e i soggetti privati, con l’obiettivo di raggiungere 4 milioni di cittadini, oltre 6.500 giovani, docenti ed educatori, quasi 2.000 operatori della cooperazione, ricercatori, imprenditori e 300 rappresentanti di enti locali italiani ed euromediterranei.

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