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9 novembre 2017
La ’TerraIngiusta’ dei braccianti che vivono sulla pista di Borgo Mezzanone. La denuncia di Medu
Il nuovo rapporto indica il superamento del ghetto pianificando soluzioni abitative alternative La ’TerraIngiusta’ dei braccianti che vivono sulla pista di Borgo Mezzanone. La denuncia di MeduIn Capitanata “dopo lo sgombero del ‘Gran Ghetto’ di Rignano Garganico, almeno 1500 migranti si son riversati presso la pista in disuso dell’ex aeroporto militare di Borgo Mezzanone, dando origine ad un nuovo ghetto, che per molti costituisce l’unica sistemazione alloggiativa possibile. Baracche costruite con materiali di risulta, rischi per la salute e per la sicurezza, lontananza dai centri abitati e dai servizi, assenza di prospettive di inclusione sociale, rappresentano le principali criticità riscontrate, esasperate dalla lontananza della politica e delle istituzioni locali e nazionali”. Per il quarto anno consecutivo il progetto ‘Terragiusta’ di Medici per i Diritti Umani (Medu) è tornato ad operare in Basilicata e Puglia portando assistenza sanitaria e orientamento socio-legale ai lavoratori agricoli stagionali. E soprattutto, è tornato a sollecitare le Istituzioni a programmare interventi integrati e strutturati per offrire delle risposte ai tanti migranti che vivono in pessime condizioni alloggiative, igieniche e sanitarie.

Da metà agosto a metà ottobre 2017, dunque, un team di Medu composto da una coordinatrice, un medico, un mediatore culturale ed un operatore socio-legale ha girato a bordo di una clinica mobile per i ghetti sparsi in Basilicata e sulla cosiddetta pista di Borgo Mezzanone, situata alle spalle del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo e Rifugiati Politici. Tra le proposte indicate nel Rapporto ’Terraingiusta’ si chiede" “un maggiore coinvolgimento delle realtà associative e sindacali attive sul territorio affinché non venga solo delegata loro la fornitura di servizi non altrimenti forniti dalle istituzioni dedicate, bensì si elabori una pianificazione congiunta per affrontare concretamente e con maggiore efficacia le criticità descritte”. Nel Rapporto – consultabile sul sito mediciperidirittiumani.org – vengo indicate anche soluzioni per il superamento del ghetto in presenza di soluzioni abitative adeguate: “Date le condizioni di vita e rischi per a salute e la sicurezza delle persone, è necessaria e improrogabile una pianificazione che porti progressivamente ma in tempi rapidi al superamento dell’insediamento cercando di evitare azioni di sgombero violento non concordate con la popolazione degli insediamenti e proponendo semmai soluzioni abitative alternative capaci di rispondere alle esigenze degli ospiti e fi favorire l’inclusione sociale”.

Medu ha dunque girato anche per i territori della Basilicata evidenziando che “il ‘laboratorio Basilicata’ si conferma un’esperienza positiva negli intenti, ma con risultati ancora troppo limitati nella promozione della legalità e la tutela dei diritti dei lavoratori stagionali impiegati in agricoltura”. Ma “nella vicina zona della Capitanata, in Puglia, la situazione appare ancor più grave”.


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