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8 novembre 2017
Protezione internazionale, nei primi sei mesi 2017 aumentano le richieste d’asilo in Italia
E nelle strutture dello Sprar al 15 luglio sono ospitati in tutto 205mila migranti Protezione internazionale, nei primi sei mesi 2017 aumentano le richieste d’asilo in ItaliaNei primi sei mesi del 2017 sono aumentate le richieste di asilo in Italia: sono state 77.449 le domande presentate pari al 44 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato emerge dal ‘Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017’, realizzato da Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e Sprar, in collaborazione con Unhcr, e presentato questa mattina Roma. Il periodo analizzato è quello precedente al calo delle partenze dalla Libia: dall’inizio dell’anno a giugno, infatti, gli arrivi erano pari a 83.752 (il 19,3 per cento in più rispetto al 2016). Dopo l’accordo con Tripoli, invece, i numeri hanno subito un brusco calo, ed ora la percentuale è il 30 per cento in meno rispetto al 2016 (114.342 contro 164.015 dell’anno precedente).

Da gennaio a giugno sono state esaminate 41.379 richieste di protezione internazionale. Di queste 4,3 su 10 hanno avuto esito positivo: il 9 per cento dei richiedenti ha avuto lo status di rifugiato; il 9,8 la protezione sussidiaria e il 24,5 per cento il permesso per motivi umanitari. Per il 51,7 per cento, invece, l’esame si è concluso con un diniego. Il rapporto, dunque, fa il punto della situazione sul fenomeno dei migranti forzati nel mondo e su quello dei richiedenti protezione internazionale in Italia, con un importante approfondimento sulle politiche di accoglienza in Europa.

Nel 2016 sono sbarcati sulle coste italiane 181.436 migranti (+18% rispetto al 2015), di cui 162mila partiti dalla Libia. Di questi 181.436 sono stati salvati in mare 178.415, di cui 60.684 salvati da Ong o navi mercantili. 36.424 fino ad aprile 2017, di cui 18.344 salvati da Ong o navi mercantili. La rotta del Mediterraneo centrale è la più rischiosa: dei 5.000 morti nel Mediterraneo, 4.500 sono avvenuti nel 2016 lungo questa rotta. In Italia gli sbarchi coinvolgono per la maggior parte nigeriani (14mila persone fino a giugno scorso), bengalesi (8.241) e guineani (7.759).

Nelle strutture italiane, al 15 luglio 2017, sono ospitati in tutto 205mila migranti. Oggi il 40% dei comuni italiani – in tutto 3.231 – accoglie richiedenti asilo sul proprio territorio. I posti per i beneficiari degli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sono oggi 35.000, aumentati quindi in un anno di 9mila unità, grazie agli accordi tra Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e Viminale per una accoglienza più equa e controllata dei migranti nei territori, e strutture sempre meno “impattanti”, per favorire l’integrazione e superare la logica dell’emergenza.

In 5 anni sono quintuplicati i richiedenti asilo accolti dalla rete Sprar, quasi la metà si inseriscono completamente nella società: tra il 2012 e il 2016 il numero di persone accolte è quintuplicato, passando dalle 7.823 del 2012 alle 34.039 del 2016. A livello nazionale, l’accoglienza diffusa dello Sprar è presente inoltre nel 51,4% dei Comuni con meno di 5mila abitanti. Dei 205mila migranti presenti nelle strutture di accoglienza al luglio 2017, 158.607 sono ospitati dai Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 31.313 dagli Sprar. Se in termini assoluti le Regioni più coinvolte nell’accoglienza sono Lombardia (13,2%) e Campania (9,3%), è in Toscana ed Emilia-Romagna che si è quasi pienamente realizzato il principio dell’accoglienza diffusa sostenuto dall’Anci e perseguito grazie agli accordi con il Viminale: in Toscana l’83% dei Comuni accoglie richiedenti asilo, in Emilia-Romagna il 78,1%. Ma secondo un censimento di Medici senza frontiere tra i 6mila e gli 8.800 migranti vivono in insediamenti informali, esclusi quindi dai percorsi di accoglienza formali.


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