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11 ottobre 2017
Cattedrale occupata dai migranti, Emiliano: "Non agevoleremo occupazione abusiva del Gran Ghetto"
I braccianti chiedevano il ripristino dell’acqua potabile e diritti. La Regione. "Non esiste nessun accordo" Cattedrale occupata dai migranti, Emiliano: "L’occupazione della cattedrale di Foggia da parte di un gruppo di sconosciuti che sostiene di avere stipulato con la Regione Puglia un accordo per la distribuzione di acqua potabile nell’area del Gran Ghetto mi obbliga ad alcune precisazioni. Il Gran Ghetto è stato sgombrato pochi mesi dalle Forze di polizia a seguito della denuncia da parte della Regione Puglia per l’occupazione abusiva dell’area da parte di una organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione, allo spaccio di sostanze stupefacenti e al caporalato. La Regione Puglia ha deciso di non agevolare in nessun modo l’attività dell’associazione mafiosa che occupa e gestisce il cosiddetto Gran Ghetto, sulla quale sta indagando la Direzione Distrettuale Antimafia su denuncia della stessa Regione Puglia. Questa decisione è stata presa di concerto con la Magistratura, il Ministero degli Interni, il Questore ed il Prefetto, proprio per evitare che i reati attribuibili alla associazione criminale che gestisce detta occupazione delittuosa siano portati ad ulteriori conseguenze”.

E’ così che Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, risponde ai migranti che lo avevano chiamato in causa ieri mattina durante l’occupazione pacifica della Cattedrale di Foggia. I migranti, circa duecento braccianti uomini e donne, si erano seduti sulle panche della chiesa per chiedere il ripristino dell’acqua potabile secondo un impegno che avrebbero concordato il 31 luglio scorso alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, l’assessore alle Politiche Agricole, Leonardo Di Gioia, e il segretario della Presidenza regionale, Roberto Venneri; in quell’occasione, secondo quanto denunciato dai migranti che risiedono nei pressi del Gran Ghetto in agro di San Severo, sarebbero stati presi anche impegni sui diritti sindacali e l’inserimento abitativo dei braccianti. Emiliano, però, rispedisce al mittente le richieste, precisando: “Non esiste per questa ragione alcun accordo tra la Regione Puglia e gli occupanti abusivi del Gran Ghetto finalizzato alla distribuzione dell’acqua. Ogni atto che favorisca il permanere dell’occupazione abusiva rischia di costituire concorso nei reati permanentemente commessi nel campo. Durante l’incontro del 31 luglio con gli assessori Di Gioia e Leo nessun accordo è stato raggiunto come documentato dal comunicato diffuso dall’Ufficio stampa della Regione che si allega” (Gli assessori regionali Leonardo Di Gioia e Sebastiano Leo hanno incontrano questa mattina, a margine della seduta del Consiglio regionale, i rappresentanti di Usb dei lavoratori agricoli del foggiano. Le principali richieste avanzate riguardano l’avvio di un tavolo permanente di confronto sul rispetto del contratto di lavoro, il ripristino della distribuzione dell’acqua potabile, il diritto all’abitare, l’iscrizione nel registro dei residenti per i braccianti. Gli assessori hanno raccolto le istanze dei rappresentanti Usb e le riferiranno in sede di Giunta regionale per ulteriori approfondimenti).

Prosegue Emiliano: “Questa estate per evitare rischi sanitari su richiesta del Prefetto di Foggia è stata effettuata fornitura d’acqua dall’Aqp. Se il Prefetto di Foggia riterrà ancora necessario reiterare queste forniture, l’Aqp le effettuerà immediatamente. Ma in ogni caso l’occupazione abusiva del Gran Ghetto non può essere ulteriormente consentita senza agevolare in questo modo le attività criminose di spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione e caporalato che attualmente e in permanenza si svolgono nel campo illegalmente occupato. La residenza in campagna della manodopera la rende preda della criminalità organizzata che sfrutta anche con metodo mafioso la presenza della stessa in strutture abusive e non autorizzate. La manifestazione odierna non ha alcun motivo fondato, poiché tutte le persone attualmente presenti nel Gran Ghetto possono essere alloggiate a loro richiesta in civili strutture di accoglienza messe a disposizione dalla Prefettura e anche in collaborazione con i Comuni e la Regione. Non ci faremo prendere in giro né ci piegheremo all’uso minaccioso che viene fatto da questi sconosciuti di espedienti mediatici intesi a mettere in cattiva luce le istituzioni, che invece stanno facendo pienamente il loro lavoro come ha potuto attestare ieri il ministro dell’Interno durante il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ricordo a tutti che lo sgombero umanitario del Gran Ghetto effettuato solo pochi mesi fa con sforzi inauditi da parte del Ministero dell’interno, della Prefettura e della Regione fu salutato da tutti come una svolta epocale di civiltà. Adesso non possiamo consentire che si ricominci a tollerare ogni forma di illegalità in quel luogo ritornando alla stessa situazione precedente lo sgombero. La fatica di quei giorni frenetici e lo stress conseguito agli innumerevoli tentativi successivi allo sgombero di rioccupare l’area con mille espedienti, ha probabilmente agevolato il malore che ha portato alla morte del dottor Stefano Fumarulo, Dirigente della Regione Puglia responsabile delle operazioni. Alla memoria del dottor Fumarulo non si può fare torto lasciando che si riporti in vita il Gran Ghetto che per 15 anni e ancora oggi, alimenta ogni genere di attività illegali e di sfruttamento dei migranti mediante la pratica del caporalato".

Intanto, l’Unione Sindacale di Base che ha guidato la protesta dei migranti comunica che in seguito all’occupazione della Cattedrale, “dopo poche ore il vescovo di Foggia Vincenzo Pelvi e il prefetto di Foggia Massimo Mariani sono accorsi per incontrare i braccianti, ascoltare le loro richieste e rispondere alle necessità più pressanti, prima tra tutte il ripristino dell’acqua potabile tagliata il 16 settembre per decisione di Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia. Il vescovo Pelvi in prima persona ha chiamato la Regione per chiedere il ripristino di condizioni umane nell’ex Gran Ghetto, a partire dalla fornitura di acqua. Per parte sua il prefetto ha scritto un messaggio urgente all’Acquedotto Pugliese per chiedere la riattivazione della fornitura. I delegati USB hanno al tempo stesso ottenuto la garanzia di un piano per la sistemazione abitativa nelle campagne, piano che sarebbe all’esame della Regione ma che nessuno ha ancora potuto vedere. Il prefetto Mariani, che si è detto partecipe delle vicissitudini dei braccianti, ha garantito che sarà sua premura chiedere agli uffici di Emiliano l’impegno a valutare con USB le specifiche di questo piano. Altro impegno preso ufficialmente dal prefetto, l’invio di una nota alla Regione Puglia per chiedere che si torni a discutere con l’Unione Sindacale di Base l’attuazione dei contenuti dell’accordo del 31 luglio”.


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