Frontiera TV


2 agosto 2017
Siria, assistenza sanitaria salvavita per feriti di guerra in fuga da Raqqa
Al via l’intervento di Un ponte per… per assicurare l’accesso a cure mediche Siria, assistenza sanitaria salvavita per feriti di guerra in fuga da RaqqaAl via ’SAFE’, il piano emergenziale con il quale l’organizzazione italiana Un ponte per…, grazie a fondi europei, garantirà assistenza sanitaria salvavita ad oltre 3.000 civili feriti di guerra in fuga da Raqqa, in Siria, per i prossimi 8 mesi. Assicurare ai feriti di guerra intrappolati nella città di Raqqa, roccaforte di Daesh (Stato Islamico) in Siria, l’accesso alle cure salvavita, attraverso il sostegno diretto al sistema sanitario del nord-est del paese. Questo l’obiettivo di ’SAFE’, l’intervento grazie al quale sarà possibile acquistare 15 ambulanze, sostenere in modo diretto 11 squadre specializzate di medici ed operatori sanitari, e creare 3 Punti di stabilizzazione dei feriti (Trauma Stabilization Points – TSPs) alle porte di Raqqa, prima di trasferirli presso gli ospedali più vicini, aumentando così le loro possibilità di sopravvivenza.

I civili intrappolati a Raqqa non hanno la possibilità di accedere a nessuna struttura sanitaria ed i pochi presidi presenti sono lontani rispetto al fronte dove si svolgono i combattimenti. Migliaia di civili si trovano in queste ore privi di assistenza. Obiettivo di ’SAFE’ è quello di spingersi sulla linea del fronte attraverso l’invio di ambulanze e team specializzati. Una volta recuperati, i feriti più gravi saranno trasportati nei più vicini TSPs. Qui verranno stabilizzati attraverso cure salvavita, per poi essere, se necessario, trasferiti negli ospedali più vicini nel minor tempo e nelle migliori condizioni possibili.

Oltre 3.000 le persone che si stima saranno raggiunte nel corso di 8 mesi, grazie all’acquisto e all’impiego delle 15 ambulanze. A bordo di ogni mezzo sarà sempre presente personale locale specializzato in grado di monitorare costantemente le condizioni dei pazienti nello spostamento dalla linea del fronte ai TSPs, e da questi alle strutture sanitarie più vicine. Grazie a questa azione, sarà possibile estendere la cosiddetta ’Golden hour’, il lasso di tempo entro il quale un paziente gravemente ferito ha maggiori possibilità di sopravvivenza se trattato con prontezza e stabilizzato.

Parallelamente, agli operatori sanitari locali impegnati in prima linea saranno garantiti training sulle tecniche di primo soccorso psicologico (PFA), sulla gestione di vittime civili in luoghi di conflitto, sulle modalità di decontaminazione in caso di attacchi chimici e sui comportamenti da tenere in zone minate. Un progetto emergenziale che rientra nel più vasto intervento che Un ponte per… dal 2015 sta portando avanti nel nord-est della Siria, attraverso il sostegno diretto ai Centri sanitari locali e con la formazione di personale medico-sanitario specializzato.





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