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16 maggio 2017
Unchr, ’Ninna nanna, ninna no’: al via campagna per aiutare bambini e mamme rifugiate
Obiettivo: offrire supporto psicologico ai piccoli fuggiti dai loro Paesi a causa di guerre e violenze Unchr, ’Ninna nanna, ninna no’: al via campagna per aiutare bambini e mamme rifugiatePaura del buio, incubi, insonnia: per molti bambini rifugiati la notte è un ostacolo duro da superare e il sonno, purtroppo, resta un tabù. Secondo le stime dell’UNCHR circa il 20% delle persone rifugiate e sfollate nel mondo soffrono di disturbi quali ansia, depressione e insonnia. In particolare, l’impatto di guerra e violenza sui bambini può essere devastante e, se non affrontato tempestivamente, può compromettere un loro sano sviluppo. Offrire supporto psicologico ai bambini rifugiati è l’obiettivo di ’Ninna Nanna, Ninna No’, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’UNHCR, al via nei giorni scorsi.

L’iniziativa vede la collaborazione di Naomi Berrill, cantante e violoncellista irlandese ma italiana d’adozione, la quale ha deciso in occasione della Festa della mamma del 14 maggio di ’donare’ simbolicamente a tutte le mamme due dei suoi brani. ’For Maupai’ e ’Kind im Einschlummern’, splendida interpretazione del pezzo di Schumann – sono delle poetiche e intense “ninne nanne” da dedicare ai bambini che fanno parte della nostra vita per aiutare quelli che oggi vivono una condizione molto difficile, lontani dalle loro case e privati di ogni certezza.

“I dati ci dicono – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa – che problemi come l’ansia, l’insonnia o la depressione sono molto comuni tra le persone che hanno perso tutto. Molte mamme rifugiate, ad esempio, sviluppano forme di depressione che, se non curate, incidono negativamente sulla loro capacità lavorativa e, nei casi più gravi, anche nella relazione affettiva con i figli, con evidenti ricadute per tutta la loro comunità di appartenenza. Dall’altro lato, è fondamentale intervenire subito con le opportune terapie per assicurare il benessere mentale dei bambini, condizione necessaria per il loro sano sviluppo”.

Per l’UNHCR la salute dei rifugiati, bambini e adulti, è una priorità. Ad esempio, l’Agenzia fornisce servizi clinici di riabilitazione mentale ai rifugiati che ne hanno bisogno, training e terapie psicologiche individuali o di gruppo attraverso personale specializzato e competente – quasi 500 operatori soltanto nei campi in Camerun, Ciad, Congo, Etiopia, Kenya, Tanzania e Uganda. Accanto agli interventi più strettamente medici, l’UNHCR lavora per incoraggiare le relazioni sociali, ad esempio organizzando attività ricreative, artistiche e sportive per favorire l’integrazione dei rifugiati all’interno delle comunità.

Per sostenere la campagna e scaricare le ninne nanne di Naomi Berrill: http://sostieni.unhcr.it/ninnano/

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