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12 maggio 2017
Si chiude il progetto ’Taleem lil jameeh’, un anno di lavoro con i ragazzi siriani in Iraq
Promosso da ’Un ponte per...’ e rivolto ai minori rifugiati siriani in Iraq Si chiude il progetto ’Taleem lil jameeh’, un anno di lavoro con i ragazzi siriani in IraqUn anno di lavoro, oltre 6.500 persone coinvolte, un Centro Educativo Giovanile costruito nel campo per profughi siriani di Arbat, a 20 chilometri da Suleymaniya (Kurdistan Iracheno). Sono i risultati di ‘Taleem Lil Jameeh’ (Educazione per tutti), progetto di emergenza rivolto alla comunità rifugiata siriana in Iraq, sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e gestito dall’italiana ‘Un ponte per…’, in collaborazione con i partner locali dell’organizzazione ‘Al Mesalla’. Il progetto, lanciato nella primavera del 2016, si è posto l’obiettivo di promuovere - attraverso la costruzione di un Centro Educativo Giovanile - attività di educazione non-formale rivolte ai giovani siriani rifugiati del campo di Arbat. Dalla musica allo sport, passando per il Circo sociale e le lingue, nel tentativo di restituire normalità a chi è fuggito dalla guerra.

Il Centro è divenuto un punto di riferimento per oltre 2.000 famiglie dell’area, che hanno preso parte alle tante attività promosse, rivolte ad un totale di 400 bambini e ragazzi in età compresa tra i 6 e i 18 anni. Oltre ai corsi che si sono svolti nel Centro, ‘Un ponte per…’ ha portato le stesse attività anche nelle scuole di Amouda e Barkhwodan (Governatorato di Suleymaniya), in coordinamento con i docenti. Fra novembre e dicembre 2016, inoltre, grazie alla collaborazione con la ‘Fondazione Parada’ di Bucarest, per la prima volta il Circo sociale è arrivato in Iraq: con l’iniziativa ‘Campi Distratti’, per 3 settimane 500 bambini e ragazzi, oltre agli operatori locali, sono stati coinvolti in laboratori di arte e tecniche circensi.

Un altro importante obiettivo raggiunto riguarda la fornitura di trasporto per 210 bambini rifugiati siriani, che sono stati trasportati quotidianamente alla scuola di Kobani, grazie ai 6 pulmini messi a disposizione dal progetto, superando così le difficoltà economiche e logistiche delle loro famiglie. Oltre 60 educatori infine, sono stati formati in tecniche di supporto psico-sociale per individuare e sostenere i traumi dei minori, grazie alla collaborazione con professionisti e specialisti locali. Le attività del progetto proseguiranno nei prossimi mesi grazie al contributo della Regione Veneto. Prosegue così l’impegno di AICS e “Un ponte per…” per la tutela dei diritti dei minori, ed in particolare in luoghi di conflitto come Siria e Iraq. Protezione, accoglienza, salute e istruzione sono il primo passo per costruire un futuro di pace.


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