Frontiera TV


1 marzo 2017
l Gran Ghetto resta ancora lì. Nessuno sgombero. Controlli ai migranti presenti nel Villaggio di Cartone
L’invito ai braccianti di spostarsi in modo volontario. Ma la Regione Puglia entro l’estate vuole rimuoverlo l Gran Ghetto resta ancora lì. Nessuno sgombero. Controlli ai migranti presenti nel Villaggio di CartoneNon è ancora arrivato il momento si chiudere e smantellare definitivamente il Gran Ghetto, il villaggio di cartone in agro di San Severo in cui da oltre dieci anni vivono i braccianti agricoli stranieri in pessime condizioni abitative, igienico-sanitarie e sotto lo schiaffo dei caporali. Anzi. E’ proprio questo il ‘ricatto’ che lega i migranti al Ghetto: se ti sposti da lì, non lavori più. E se non lavori - seppur sfruttato, senza contratto e privo di ogni qual tipo di diritti – le tue condizioni di vita peggiorano e non giustifichi più il tuo viaggio migratorio verso l’Italia, già ampiamente mortificato per il modo ed il posto in cui vivi. Fatto sta, comunque, che il Gran Ghetto va chiuso ed ai braccianti vanno offerte nuove soluzioni abitative e contratti di lavoro reali, visto che proprio gli imprenditori agricoli sono quelli che utilizzano manodopera a ‘nero’ affidandosi ai caporali per reclutare i braccianti da impiegare nel campi. Anche per questo, sono diversi anni che la Regione Puglia annuncia l’imminente sgombero del Ghetto.

E questa mattina, un centinaio tra agenti di polizia, carabinieri, militari della guardia di finanza e vigili del fuoco, coordinati dalla Questura di Foggia, avrebbero avviato per l’ennesima volta lo sgombero del villaggio di cartone, la baraccopoli di legno e cartone che sorge nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico più volte denunciata da associazioni, sindacati, giornali ed enti locali. L’operazione di oggi, dunque, arriva dopo le indagini avviate nel marzo 2016, quando la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari fece scattare il ‘sequestro probatorio con facoltà d’uso’ nella baraccopoli. La Dda avanza l’ipotesi che possano esserci possibili infiltrazioni criminali. Ma al momento, lo sgombero vero e proprio non sta ancora avvenendo. Le forze dell’ordine stanno effettuando controlli capillari fra i migranti presenti nel Ghetto, soprattutto fra quanti sono sprovvisti di permesso di soggiorno, e stanno invitando gli stessi a spostarsi volontariamente presso Casa Sankara, vicino San Severo, dove dovrebbero una sistemazione alloggiativo più dignitosa.

Anche se i posti a Casa Sankara sono limitati, a fronte degli oltre 300 migranti che vivono nelle case di cartone. Di sicuro, lo sgombero non avverrà nel giro di poche ore ed il lavoro della Regione Puglia è quello di individuare serie alternative al post-sgombero e convincere i migranti a lasciare il Gran Ghetto in modo autonomo con la prospettiva di essere poi inseriti in circuiti occupazionali virtuosi e legali. E qui, si forse, si apre la più grande voragine, perché le associazione di categoria più volte sono finite nel mirino di associazioni e sindacati per aver fatto poco contro il caporalato. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni al Gran Ghetto. E’ molto probabile, però, che le forze dell’ordine e la Regione Puglia questa volta faccia sul serio e abbia intenzione di accogliere la nuova stagione dei pomodori senza l’inquietante fantasma del Ghetto, dei caporali e dello sfruttamento. Due i temi importanti alla fine della giornata: dove andranno i migranti che hanno deciso di non spostarsi a Casa Sankara? Si sposteranno in altre zone per costruire un altro Ghetto, scenderanno verso Foggia in cerca di luoghi per dormire? Al momento, non è dato saperlo. E che fine faranno i migranti privi di permesso di soggiorno che oggi sono stati portati in Questura? Quel che appare certo è che con molta probabilità già nella giornata di domani potrebbero arrivare le ruspe per cancellare ogni traccia del Ghetto. Staremo a vedereEmiliano Moccia


allegati:
Nessun allegato presente









commons
commons
commons
CREDITS    GERENZA    CONTATTACI                  © 2009 Euromediterranea s.p.a.